Se la tua società ha chiuso l’esercizio il 31 dicembre 2025, apri EmaraTax e controlla lo stato della dichiarazione Corporate Tax. Se trovi una bozza, il lavoro non è finito. Se trovi soltanto la registrazione fiscale, la dichiarazione potrebbe non essere nemmeno iniziata. Il termine per presentarla e versare l’eventuale imposta è il 30 settembre 2026.
La Federal Tax Authority lo ha ribadito il 2 settembre. Il richiamo comprende anche chi utilizza lo Small Business Relief. Quindi la risposta «noi non paghiamo Corporate Tax» non risponde alla domanda che conta adesso: la dichiarazione è stata trasmessa correttamente?
Il punto di questo settembre è proprio qui. L’imposta può essere zero; l’adempimento rimane. E il proprietario della società deve sapere che cosa viene dichiarato a suo nome, con quali dati e sulla base di quale agevolazione.
La data dipende dal tuo esercizio
Il 30 settembre non è la scadenza universale di tutte le imprese degli Emirati. La regola ordinaria concede nove mesi dalla fine del periodo fiscale per dichiarazione e pagamento. Il 30 settembre 2026 riguarda quindi, in particolare, il periodo terminato il 31 dicembre 2025.
Una società con una diversa chiusura dell’esercizio deve fare il proprio calcolo. Anche il primo esercizio richiede attenzione: partire dalla data di apertura del conto corrente, invece che dal periodo fiscale corretto, può portare a una scadenza sbagliata.
Prima di raccogliere altre fatture, controlla il periodo registrato. Deve coincidere con quello utilizzato per preparare i conti e compilare la dichiarazione. Se i documenti si riferiscono a intervalli diversi, puoi avere numeri singolarmente corretti dentro una dichiarazione complessivamente sbagliata.
Per esempio, un prospetto che mostra dodici mesi di incassi non basta se il periodo da dichiarare ne comprende un numero diverso. Bisogna prima delimitare il lavoro, poi calcolare l’imposta.
«Siamo sotto soglia» non è una risposta completa
Negli UAE circolano almeno due cifre che vengono confuse. Nel regime ordinario, 375.000 AED è la fascia di reddito imponibile soggetta allo 0%. Per lo Small Business Relief, 3 milioni di AED è invece il limite dei ricavi, con condizioni da verificare anche nei precedenti periodi rilevanti.
Un’impresa può avere ricavi superiori a 375.000 AED e un reddito imponibile inferiore a quella cifra. Può anche avere un utile consistente e beneficiare dello Small Business Relief, se ne possiede i requisiti e lo sceglie correttamente. Sono percorsi diversi.
La proroga annunciata dal Ministry of Finance ad agosto estende il Relief ai periodi che terminano entro il 31 dicembre 2029. Non cancella la dichiarazione del 2025 e non trasforma l’agevolazione in un’esenzione automatica per qualunque piccola società.
Quindi chi prepara la pratica deve indicarti quale trattamento sta utilizzando. «Nessuna tassa» è un risultato. Tu hai bisogno di conoscere il motivo che lo giustifica.
Il saldo bancario non è il risultato fiscale
Immagina di trovare 200.000 AED sul conto della società. Una parte può provenire da un finanziamento che hai fatto tu. Un’altra può essere un anticipo di un cliente per lavori ancora da eseguire. Intanto potresti avere fornitori da pagare e fatture emesse che i clienti non hanno saldato.
Quella disponibilità non permette, da sola, di ricostruire l’utile. E nemmeno l’utile contabile coincide necessariamente con il reddito imponibile: alcune spese richiedono rettifiche fiscali, altre operazioni hanno un trattamento specifico.
Per questo la dichiarazione non si prepara sommando i bonifici ricevuti e sottraendo quelli usciti. Si parte da una contabilità costruita con il metodo applicabile alla società, poi si arriva al risultato fiscale.
Se hai usato la carta aziendale per spese personali, queste vanno individuate. Se hai anticipato costi della società dal tuo conto, occorre ricostruire il relativo debito verso di te. Fare pulizia adesso evita di usare una cifra comoda soltanto perché compare nell’estratto conto.
Che cosa devi farti consegnare prima dell’invio
Chiedi il bilancio o il prospetto contabile utilizzato, il calcolo fiscale e la bozza della dichiarazione. Non devi rifare il mestiere di chi ti segue. Devi poter collegare il risultato dichiarato ai documenti dell’impresa.
Se la società utilizza lo Small Business Relief, fatti mostrare il controllo dei ricavi e dei requisiti. Se dichiara redditi qualificati da Free Zone, chiedi l’analisi che sostiene quel trattamento. Se paga compensi al socio, verifica che siano stati esaminati insieme alle operazioni con soggetti collegati.
Un prospetto utile ti permette di seguire il passaggio dal risultato contabile al reddito imponibile. Una voce corretta fiscalmente deve avere una ragione leggibile, non una spiegazione orale destinata a sparire quando cambia l’interlocutore.
Soprattutto, distingui le attività incluse nell’incarico. Preparare la contabilità, trasmettere la dichiarazione e organizzare il pagamento possono essere compiti affidati a persone diverse. Se tutti pensano che l’ultimo passaggio lo faccia qualcun altro, la scadenza arriva comunque.
Se manca una fattura, serve una decisione precisa
A settembre può emergere un costo senza documento, una transazione non riconciliata o una differenza rispetto alle dichiarazioni VAT. Il problema va nominato: quale operazione manca, quanto vale, quale effetto produce?
«Stiamo sistemando tutto» non ti permette di capire se il lavoro sarà chiuso in tempo. Un elenco delle questioni aperte, con responsabile e data di soluzione, sì. È una procedura di lavoro, non un ulteriore obbligo fiscale, ma in prossimità del termine fa la differenza.
Prendi una fattura di un fornitore che nessuno riesce a recuperare. Non si può inventare il documento né dedurre il costo soltanto perché esiste il pagamento. Occorre valutare gli elementi disponibili e il trattamento corretto, lasciando traccia della decisione.
Lo stesso vale per un errore già trasmesso in passato: va esaminato attraverso la procedura di correzione applicabile. Modificare il foglio di lavoro interno non modifica ciò che la FTA ha ricevuto.
Dichiarazione e pagamento sono due controlli
Quando la dichiarazione viene inviata, conserva la copia e la conferma di presentazione. Se c’è imposta da versare, verifica anche che il pagamento sia correttamente attribuito alla società e all’obbligazione fiscale.
Un ordine di bonifico dimostra che hai disposto un trasferimento. Non dimostra necessariamente che la posizione tributaria sia stata regolata. Il controllo finale deve arrivare al riscontro del pagamento sul sistema, tenendo conto dei tempi del canale utilizzato.
Per lo stesso motivo eviterei di organizzare tutto nell’ultima giornata. Non perché la legge imponga un anticipo aggiuntivo, ma perché un accesso bloccato, un’autorizzazione mancante o un dato errato richiedono tempo per essere risolti.
Se l’imposta è zero, conserva comunque la dichiarazione presentata. Quando una banca, un revisore o un nuovo consulente chiederà la documentazione fiscale, «non c’era niente da pagare» non sostituirà il file.
La società deve conservare le prove
La legge Corporate Tax prevede la conservazione dei documenti rilevanti per sette anni dalla fine del periodo fiscale. Affidare il lavoro a un fornitore non significa poter perdere l’accesso ai dati.
Per il periodo concluso il 31 dicembre 2025, organizza quindi un archivio che resti utilizzabile anche dopo il rinnovo del software o il cambio dello studio. Dentro devono esserci i conti di partenza, i documenti di supporto, le scelte fiscali e la dichiarazione effettivamente trasmessa.
Una cartella piena di allegati senza ordine rende difficile ricostruire i passaggi. È più utile partire dal calcolo e poter risalire alle operazioni che lo compongono. Chi subentra deve capire come sei arrivato a quel numero, senza dipendere dalla memoria di una persona.
Il controllo da fare questa settimana
Scrivi a chi gestisce la dichiarazione chiedendo il periodo fiscale, lo stato della pratica e la data prevista per l’invio. Fatti consegnare la bozza con il calcolo dell’eventuale imposta e l’elenco dei punti ancora aperti.
Se la risposta contiene soltanto «tranquillo, sei sotto soglia», chiedi quale soglia e dove viene applicata. La tranquillità, a quel punto, deve poggiare su una dichiarazione completa e verificabile.
Il controllo si chiude quando hai la ricevuta di presentazione e, se dovuto, il riscontro del pagamento. Fino a quel momento, la pratica richiede ancora la tua attenzione.
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